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by Tomeci Press Publications

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Stivali da lavoro infangati e un guanto consumato accanto a serre abbandonate

27 arresti, 182 nuove indagini e migliaia di ispezioni in 34 Paesi. Dalle aziende agricole in Romania, dove si lavorava 12 ore al giorno senza essere pagati, ai ristoranti nei Paesi Bassi che ricavavano milioni dallo sfruttamento di lavoratori indiani: il quadro di un crimine che lascia ferite profonde nella vita delle persone più vulnerabili.

(Redazione: Europa e Romania / Giustizia e Criminalità)


Quando si parla di tratta di esseri umani, si pensa spesso alle reti che costringono le donne alla prostituzione nei Paesi ricchi. Ma esiste un’altra forma, meno visibile, di schiavitù moderna: lo sfruttamento lavorativo. Persone che lavorano nei cantieri, nelle serre, nelle cucine o nei centri massaggi, convinte di costruirsi un futuro, finiscono per lavorare gratis, sotto minaccia e in condizioni disumane.

Dal 14 al 20 settembre 2026, Europol, l’Autorità europea del lavoro (ELA) e le autorità di 34 Paesi hanno condotto una vasta operazione contro queste reti. I risultati, resi pubblici venerdì, sono preoccupanti per l’intero continente.

Il bilancio di una settimana da incubo per i trafficanti

Coordinata dalla Svezia nell’ambito di EMPACT, l’operazione ha coinvolto oltre 16.000 agenti, tra polizia, ispettori del lavoro, autorità fiscali e polizia di frontiera. Sono state controllate 137.810 entità, tra persone, veicoli, luoghi e documenti.

Sono state individuate 248 potenziali vittime. Quasi l’80% erano uomini, sfruttati soprattutto nell’edilizia (28%), nell’ospitalità e ristorazione (21%) e nell’agricoltura (8%). Le donne sono state trovate soprattutto nei centri per unghie e massaggi. Il 5% delle vittime era minorenne.

Le operazioni hanno portato a 27 arresti per tratta di esseri umani (il 74% degli arrestati erano uomini) e ad altri 86 fermi per reati collegati, tra cui lavoro illegale e sfruttamento della prostituzione. Sono state inoltre avviate 182 nuove indagini.

La dura realtà in Romania

La Romania non è stata risparmiata. Persone estremamente vulnerabili, compresi minorenni, sono state attirate verso il lavoro agricolo con la promessa di salari equi.

Una volta arrivate, le vittime erano costrette a lavorare oltre 12 ore al giorno, senza giorni di riposo né paga, e alloggiate in condizioni deplorevoli. La rete sfruttava il bisogno e la disperazione delle persone, riducendole in schiavitù nel XXI secolo.

Reti internazionali, profitti enormi

L’importanza dell’operazione sta anche nel suo carattere transnazionale: i trafficanti operano attraverso reti organizzate che spostano le persone da un Paese all’altro.

Nei Paesi Bassi, le autorità hanno smantellato una rete che sfruttava oltre 70 cittadini indiani in ristoranti di cinque Paesi dell’UE. Le vittime lavoravano a lungo, ricevevano somme irrisorie e vivevano sotto minaccia. I profitti stimati superavano i quattro milioni di euro.

In Germania sono state identificate 63 vittime, perlopiù vietnamite e cinesi, impiegate in alberghi e centri per unghie. Sono emersi casi di salari insufficienti, lavoro illegale e privazione della libertà.

In Austria, la polizia ha indagato su genitori che costringevano i propri figli a mendicare.

Un problema sistemico

Europol sottolinea che lo sfruttamento lavorativo è collegato ad altri abusi, tra cui sfruttamento sessuale, accattonaggio forzato e servitù domestica. Le vittime sono spesso persone vulnerabili, attirate da promesse di prosperità e poi controllate con documenti trattenuti, debiti fittizi e minacce.

Conclusione

L’operazione Europol in 34 Paesi dimostra che la tratta richiede cooperazione, ispezioni sul campo e controlli fiscali, non soltanto arresti isolati. Le 248 vittime individuate sono solo la punta dell’iceberg: molte altre potrebbero essere ancora nascoste.

La schiavitù non è scomparsa: dalle catene si è spostata nei cantieri, nelle serre e nelle cucine. Combatterla richiede risorse e un cambiamento di mentalità. Finché non ci chiederemo se chi ci serve viene pagato equamente, la schiavitù moderna continuerà a prosperare.

Dormitorio sovraffollato con letti a castello, biancheria stesa e persone addormentate

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