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by Tomeci Press Publications

Computer portatile che mostra un'app di messaggistica accanto al caffè su un tavolo di legno

Un utente olandese ha pubblicato un testo assurdo che pretendeva di dimostrare che la Terra è piatta, prendendo in giro la fisica, l’ingegneria e l’industria dei videogiochi. La maggior parte dei commentatori non ha colto la battuta. Un’analisi di un dibattito che, in realtà, non è mai avvenuto.

(Redazione: Paesi Bassi / Cultura digitale e società)

Internet è un luogo meraviglioso: offre accesso al sapere accumulato dall’umanità, alla storia delle civiltà e alle teorie scientifiche che hanno cambiato il corso della storia. Eppure, a volte, uno degli intrattenimenti più affascinanti consiste semplicemente nell’osservare le persone che non colgono una battuta. Di recente, un post di un olandese di nome Maarten ha raccolto decine di migliaia di visualizzazioni e centinaia di commenti. Perché? Con apparente serietà, sosteneva che la Terra fosse «dimostrata piatta al 100%» e che tutta la scienza moderna fosse una truffa.

L’arte di demolire la gravità con una battuta

Il testo di Maarten è un esempio magistrale di reductio ad absurdum. Non si limita ad affermare che la Terra è piatta: porta fino all’assurdo le presunte conseguenze di questa idea. Se la Terra fosse piatta, sostiene, le leggi della gravitazione di Newton — che aiutano a spiegare perché i corpi con massa sufficiente assumono una forma sferica — sarebbero invalide. E se crolla la gravità, crolla tutto il resto. Anche Einstein deve essere buttato via. La fisica delle scuole superiori diventa «una totale assurdità» e andrebbe abolita. La chimica, in parte. La geografia, naturalmente.

Ma Maarten non si ferma qui. Attacca una delle istituzioni più rispettate del XXI secolo: l’ingegneria. Poiché i calcoli per ponti, dighe ed edifici si basano sulla gravità, tutte queste strutture sarebbero ormai insicure. Infine, con un colpo di genio comico, distrugge anche l’industria dei videogiochi: tutti gli sparatutto in prima persona userebbero una matematica sbagliata. «Non so quale matematica sia corretta; deve ancora essere sviluppata. Ma è chiaro che quella attuale è semplicemente sbagliata», scrive. La conclusione? Lasciare le nostre case, costruite su calcoli errati, e trasferirci in una grotta per sicurezza.

La sezione commenti: un cimitero dell’umorismo

Se il testo di Maarten è un’eccellente satira, la sezione commenti è una tragedia. L’umorismo vi muore in modo spettacolare e realtà e finzione si mescolano in maniera quasi surreale. Alcuni hanno colto subito il senso della battuta. Ton Spies ha scherzato: «Non scegliere una grotta troppo profonda, altrimenti cadi attraverso la Terra». Nolo85 ha provato a salvare la situazione: «Tutti quelli che commentano sono così stupidi da non capire che questo post è sarcastico».

La stragrande maggioranza, però, ha reagito con assoluta serietà. Alcuni hanno chiesto da quale istituto psichiatrico fosse scappato Maarten. Altri gli hanno consigliato di prendere le pillole, scherzando anche sul fatto che «studi recenti hanno dimostrato che nemmeno le pillole sono reali». Roger Verhelst ha consigliato a tutti di smettere di leggere «questa sciocchezza» e fare qualcosa di più interessante. Un altro ha cercato di confutare il testo con una vera domanda scientifica: «Come mai l’alba non avviene alla stessa ora in tutto il mondo?»

Lo specchio di una società che ha dimenticato di leggere tra le righe

Il fenomeno non è isolato. Riflette un problema più profondo degli spazi digitali: la perdita del contesto. In un’epoca in cui le informazioni circolano alla velocità della luce e gli algoritmi premiano le reazioni emotive a scapito delle sfumature, la satira diventa una vittima collaterale. Le persone non leggono più un testo nel suo insieme. Scorrono le prime righe, si arrabbiano e cominciano a scrivere.

L’ironia suprema è che i commentatori accorsi a difendere la scienza e la forma sferica della Terra lo hanno fatto con una veemenza non molto diversa da quella delle dispute tra sostenitori e oppositori della Terra piatta. Sono stati altrettanto dogmatici e altrettanto poco attenti al contesto. Hanno visto le parole «la Terra è piatta» e hanno premuto il pulsante d’allarme, senza accorgersi che il testo prendeva di mira proprio quella loro ossessione.

Conclusione

Maarten voleva dimostrare, attraverso l’assurdo, quanto la logica diventi fragile quando viene estrapolata dal contesto. Ci è riuscito, anche se forse non nel modo che si aspettava. Internet è uno spazio in cui la satira può essere un’arma a doppio taglio. Si può scrivere una parodia brillante, ma se il pubblico legge soltanto il titolo prima di commentare, la battuta si ritorce contro l’autore. La Terra resta rotonda. La gravità funziona. E la sezione commenti rimane uno dei posti migliori per osservare l’umanità perdere il senso dell’umorismo, un commento malevolo alla volta.

Scrivere a mano formule matematiche su una lavagna in aula

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