
Le autorità della capitale thailandese hanno dichiarato sabato 26 settembre 2026 lo stato di emergenza per calamità in tutti i 50 distretti della città, dopo che piogge torrenziali incessanti hanno provocato gravi allagamenti. Le strade erano coperte d’acqua fino alla vita, i canali sono esondati e centinaia di migliaia di persone sono state colpite. Il governatore Chadchart Sittipunt ha avvertito che la situazione «mette in pericolo la vita delle persone». Finora non sono state segnalate vittime, ma l’acqua continua a salire.
Bangkok sta affrontando una delle peggiori crisi di alluvioni dell’ultimo decennio. Dopo 48 ore di piogge torrenziali incessanti, le autorità di Bangkok hanno dichiarato sabato 26 settembre 2026 lo stato di calamità naturale in tutti i 50 distretti della città. La decisione è stata presa dal governatore Chadchart Sittipunt, che ha precisato che la misura consente alle autorità locali di adottare provvedimenti d’emergenza e coordinare più efficacemente gli interventi.
I numeri della calamità
Secondo il governatore, sulla capitale thailandese sono caduti circa 300 millimetri di pioggia da giovedì pomeriggio, l’equivalente di 12 pollici in meno di due giorni. Questa quantità ha messo sotto pressione il sistema di drenaggio della città, già noto per i problemi di congestione, causando caos nel traffico e vaste inondazioni sulle principali arterie.
I testimoni descrivono una situazione «peggiore del 2011»
Gli abitanti di Bangkok descrivono scene apocalittiche. Somkid Pheuk-ngam, una commerciante di 67 anni che vive vicino a un canale a nord del centro, ha dichiarato all’AFP: «L’acqua continua a entrare. Ora è difficile uscire. Mi arriva fino alla vita. Non posso andare da nessuna parte. Tengo il mio negozio chiuso da due giorni». Ha aggiunto che il livello dell’acqua sembra essere più alto rispetto al 2011, quando la Thailandia fu colpita da alluvioni catastrofiche che interessarono l’intero Paese.
Misure d’emergenza: evacuazioni, rifugi e aiuti militari
Le autorità hanno reagito prontamente. L’esercito thailandese è stato mobilitato per allestire rifugi e cucine mobili, mentre la Bangkok Metropolitan Administration ha destinato le scuole a strutture di accoglienza temporanee e ha chiesto ai residenti di evitare gli spostamenti non necessari. Sono stati aperti oltre 200 punti di evacuazione e circa 900 persone hanno già trovato rifugio nelle strutture di accoglienza.
Il governatore Sittipunt ha esortato i pazienti allettati e le persone che dipendono da apparecchiature mediche vitali a valutare un soggiorno temporaneo in ospedale e i residenti a spostare le proprie auto in zone più elevate. L’autorità dei trasporti pubblici ha inoltre offerto parcheggio gratuito nelle stazioni MRT fino al 2 ottobre.
Le zone più colpite
Secondo il governatore, la parte orientale della città è quella maggiormente colpita. Tutti i canali sono pieni e le zone a rischio sono quelle in cui le persone vivono nelle loro vicinanze. Tra le principali strade allagate figurano Ngam Wong Wan, Chaeng Watthana, Ram Intra, Din Daeng, Ratchadaphisek e Phetchaburi. Le immagini scattate dai fotoreporter mostrano motociclisti che spingono i loro veicoli attraverso l’acqua sul viale Phetchaburi.
L’aeroporto è operativo, ma ai viaggiatori si consiglia di calcolare un margine di tempo
Il principale aeroporto Suvarnabhumi opera normalmente, ma l’Autorità del Turismo della Thailandia raccomanda ai viaggiatori di prevedere 2-3 ore in più per raggiungere l’aeroporto, a causa delle inondazioni che interessano le vie di accesso.
Contesto: un Paese già colpito da gravi alluvioni nel 2025
Questa crisi arriva dopo che la Thailandia ha affrontato nel novembre 2025 le peggiori inondazioni degli ultimi decenni, che hanno causato almeno 145 morti e distrutto migliaia di abitazioni nelle province meridionali. Le autorità temono che la situazione attuale possa trasformarsi in una catastrofe simile o persino peggiore, soprattutto perché le previsioni meteorologiche annunciano forti piogge anche per il resto della settimana.
Conclusione
Bangkok si trova di fronte a una grave crisi, con tutti i 50 distretti dichiarati zone di calamità e migliaia di persone colpite. Sebbene finora non siano state segnalate vittime, il livello dell’acqua continua a salire e le autorità stanno compiendo sforzi intensi per pompare via l’acqua e offrire riparo a chi è costretto a lasciare la propria abitazione. Resta da vedere se le piogge si fermeranno in tempo per evitare una ripetizione della tragedia del 2011.
(Redazione: Thailandia / Meteo & Situazioni di emergenza)







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