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by Tomeci Press Publications

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Mappa dell’Europa che mostra il numero di interpreti di film per adulti per milione di abitanti, da 0 a oltre 70.

Una mappa dell’Europa basata sul numero di artisti nel settore dell’intrattenimento per adulti per milione di abitanti è diventata virale. Al di là delle cifre che sembrano essere prese da altri mondi, le statistiche nascondono una storia affascinante sulla transizione post-comunista, le leggi, la cultura e il modo in cui le economie degli ex paesi del blocco orientale si sono adattate al capitalismo.

(Personale: Europa / Cultura e società)


Internet è pieno di mappe che cercano di spiegare il mondo. Alcune mostrano la ricchezza, altre il consumo di caffè o il livello di felicità. Ma di tanto in tanto appare una statistica che riesce a rompere le barriere sociali e causare risate e seri dibattiti. Tale mappa è recentemente diventata l’argomento di discussione online: il numero di “pornostar” (interpreti nell’industria dell’intrattenimento per adulti) per milione di abitanti, in ogni paese europeo.

Sulla base dei dati forniti da FreeOnes (uno dei più grandi motori di ricerca e database dedicati a questo settore), la mappa offre un quadro rivelatore. E sebbene sembri solo un argomento piccante di discussione davanti a una birra, i dati raccontano in realtà una storia complessa sulla transizione economica, la legislazione e le mentalità.

Campione assoluto: Repubblica Ceca (70.7)

Non è una sorpresa per gli intenditori, ma la figura è sbalorditiva. La Repubblica Ceca domina questa classifica con un punteggio di 70,7. Per capire la proporzione, è sette volte quella della Spagna o della Svizzera (6,9).

Perché la Repubblica Ceca? La risposta ha radici negli anni ’90. Dopo la caduta della cortina di ferro, la Cecoslovacchia si aprì improvvisamente al capitalismo. La mancanza di rigide normative nelle prime fasi della transizione, combinata con un’ondata di libertà e un’economia che aveva un disperato bisogno di investimenti, ha trasformato Praga in un fulcro di questo settore. Quello che era iniziato come un’attività di nicchia è diventato rapidamente professionalizzato. Oggi, la Repubblica Ceca ospita alcuni dei più grandi studi in Europa e l’industria porta enormi profitti al bilancio statale attraverso le tasse.

La sorpresa dell’Est: l’Ungheria e i contrasti con l’Occidente

Al secondo posto in questa mappa c’è l’Ungheria, con un impressionante 13. Ciò conferma una tendenza dei paesi dell’Europa centrale e orientale, che ha trovato in questo settore un mercato di esportazione estremamente redditizio, che beneficia di costi di produzione inferiori rispetto all’Occidente.

Nel Regno Unito, la cifra è 10.2. Il Regno Unito è anche un grande esportatore di “modelli glamour” e creatori di contenuti, con una legislazione relativamente permissiva. Al contrario, paesi come Germania, Francia o Spagna rimangono a livelli moderati (tra 4 e 7), nonostante si tratti di grandi stati con una cultura ad alto consumo. Questo è probabilmente il punto in cui entra in gioco la concorrenza delle piattaforme online (come OnlyFans), che non richiedono la registrazione nei database classici.

La Grande Anomalia: Islanda e 0.0

La parte più affascinante della mappa è senza dubbio l’Islanda. Con un punteggio di 0,0, questo paese nordico sembra essere un territorio vergine nelle statistiche del settore.

Questa cifra non significa necessariamente che non vi sia consumo di tali materiali in Islanda, ma che non risultino interpreti registrati in questo database. La spiegazione è profondamente politica e culturale. L’Islanda è uno dei paesi più femministi al mondo. Nel 2010, il parlamento islandese ha completamente vietato lo striptease e la legge, motivata dalla tutela del superiore interesse dei minori, ha anche vietato la pubblicazione di materiale pornografico. In una società così piccola (sotto i 400.000 abitanti) e con una legislazione così rigorosa, un settore di questo tipo non poteva prosperare e non era autorizzato a farlo.

Cosa ci dicono effettivamente queste cifre?

Le cifre non dovrebbero essere lette come prova della “moralità” di un paese. Riflettono principalmente la realtà economica e legislativa. I paesi orientali (Repubblica Ceca, Ungheria) hanno trasformato un’industria controversa in un motore economico, attirando produttori da tutto il mondo. I paesi nordici, con forti sistemi di protezione sociale e un diverso approccio al diritto del lavoro, sono riusciti a scoraggiare questo mercato.

Va inoltre tenuto conto del fatto che questi dati si basano su una piattaforma specifica (FreeOnes) e non riflettono necessariamente l’intero settore oggi, che si è spostato enormemente online, su piattaforme di tipo abbonamento in cui i creatori possono essere anonimi.

Conclusione

La mappa “Pornostar per milione di abitanti” è, al di là del suo aspetto sensazionalistico, una lezione sulla geografia sociale ed economica dell’Europa. Dimostra quanto siano profonde le cicatrici del passato e quanto siano diversi i percorsi che i paesi hanno scelto di seguire dopo il 1990. Per la Repubblica Ceca e l’Ungheria, è stata un’opportunità di mercato. Per l’Islanda, era una linea rossa tracciata da una società profondamente egualitaria. E per il resto del continente, rimane uno specchio delle contraddizioni e delle trasformazioni che la società moderna sta attraversando.

Scrivania con laptop e caffè con vista sulle montagne rocciose e una strada tortuosa

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