
Uno studente di 15 anni del Collegio Tecnico Armand Călinescu di Pitești ha portato un machete a scuola e ha aggredito due compagni durante la pausa delle 9. Uno dei ragazzi è stato ricoverato con una ferita all’avambraccio. Il sospettato, che sostiene di aver subito ripetuti episodi di bullismo, è stato fermato per 24 ore. L’episodio segue di pochi giorni un altro attacco a Bistrița.
(Personale: Romania / Istruzione e giustizia)
La Romania sta vivendo una settimana preoccupante sul fronte della sicurezza scolastica. Dopo che lunedì, a Bistrița, uno studente di 13 anni ha accoltellato un’insegnante e un compagno, giovedì mattina si è verificato un altro episodio violento a Pitești. Questa volta è accaduto nel bagno dei ragazzi del Collegio Tecnico Armand Călinescu e, secondo le informazioni disponibili, sarebbe stato usato un machete.
È successo durante la prima pausa, intorno alle 9. Uno studente di 15 anni della classe IX D sarebbe entrato a scuola con un machete nascosto, avrebbe chiamato due compagni nel bagno e li avrebbe aggrediti. Secondo le prime informazioni, potrebbe aver agito per vendetta dopo ripetute battute e presunti episodi di bullismo da parte dei due ragazzi.
Che cosa è successo nel bagno della scuola
I testimoni descrivono una scena spaventosa. «È arrivato e ha cominciato a colpire con il machete, ma non sapeva usarlo bene: la lama gli scivolava dalla mano e colpiva con il manico. La vittima si è nascosta dietro di me per paura. Io non volevo fare a botte con lui, ma ha cercato di colpire anche me e l’ho spinto via. Eravamo nel bagno dei ragazzi», ha raccontato a ePitești.ro uno studente testimone dell’aggressione.
Il rapido intervento di un insegnante ha contribuito a evitare una tragedia ancora più grave. Uno dei ragazzi è rimasto ferito all’avambraccio ed è stato portato in ospedale. Il secondo ha riportato escoriazioni alla mano e ha rifiutato il trasporto. Secondo i servizi di emergenza di Argeș, entrambi sono stati assistiti sul posto e uno è stato portato in ospedale per ulteriori accertamenti.
Il presunto aggressore è uscito dal bagno come se nulla fosse successo ed è stato fermato dalla polizia in classe. Aveva ancora con sé il machete che aveva portato a scuola quella mattina.
Il bullismo al centro delle indagini
Gli investigatori hanno iniziato a esaminare il possibile movente. Le prime verifiche fanno ipotizzare che il quindicenne fosse vittima di ripetuti episodi di bullismo dall’inizio dell’anno scolastico. La famiglia sostiene che alcuni compagni lo prendessero continuamente in giro, lo molestassero e lo umiliassero. I parenti hanno inoltre affermato che alcuni studenti lo avrebbero fotografato e avrebbero usato l’intelligenza artificiale per creare immagini manipolate in situazioni imbarazzanti, poi diffuse per deriderlo.
Secondo fonti giudiziarie, il ragazzo avrebbe cercato di affrontare da solo le presunte aggressioni, senza parlarne con i genitori o gli insegnanti. A scuola era considerato diligente e tranquillo e non aveva creato problemi prima dell’attacco. Dietro quell’immagine potrebbe però essersi accumulata una forte frustrazione, esplosa infine in modo violento.
La reazione delle autorità e le misure adottate
La polizia di Argeș ha aperto un procedimento penale per presunto porto o uso illecito di oggetti pericolosi, aggressione o altre violenze, danneggiamento e turbamento dell’ordine pubblico. Dopo la raccolta delle prove, il minorenne di 15 anni è stato fermato per 24 ore.
L’Ispettorato scolastico della contea di Argeș ha annunciato un’indagine amministrativa per verificare se la scuola abbia gestito correttamente le segnalazioni di bullismo e se vi siano state carenze nella sorveglianza. Ci si chiede inoltre come uno studente sia riuscito a introdurre un’arma da taglio in un istituto con oltre mille studenti senza essere scoperto.
Un contesto preoccupante
L’episodio di Pitești arriva pochi giorni dopo l’attacco di Bistrița, dove uno studente di 13 anni ha accoltellato un’insegnante e un compagno. Entrambi i casi sono segnati da violenza estrema, possibili sofferenze psicologiche e segnali che potrebbero essere passati inosservati. In entrambe le situazioni, gli studenti accusati erano considerati tranquilli e in precedenza non avevano attirato l’attenzione delle autorità per il loro comportamento.
Gli specialisti in psicologia dell’educazione avvertono che il bullismo prolungato può avere conseguenze devastanti sulla salute mentale dei bambini e provocare reazioni estreme quando la vittima sente di non avere altra via d’uscita. In molte scuole romene il sostegno psicologico è insufficiente e gli insegnanti non sempre sono preparati a riconoscere i primi segnali di molestia.
Conclusione
Uno studente di 15 anni è entrato in una scuola con un machete e ha aggredito i compagni. Un altro ragazzo è finito in ospedale. Il caso solleva questioni legate al bullismo, al silenzio e a un sistema che potrebbe non essere intervenuto in tempo. Riguarda anche la capacità della società di proteggere i bambini, sia quelli vittime di bullismo sia quelli che arrivano a bullizzare gli altri. Quanti altri studenti portano dentro la stessa disperazione senza che nessuno se ne accorga?






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