
Martedì mattina, alle 09:08 ora rumena, una grave interruzione nel centro dati di Google Cloud a Londra ha compromesso l’app Revolut, i pagamenti con carta e i prelievi agli sportelli automatici per oltre cinque milioni di clienti in Romania. L’azienda ha assicurato che il denaro e i dati erano al sicuro, ma l’incidente ha messo in luce la fragilità dell’infrastruttura finanziaria digitale quando dipende da un unico fornitore.
(Redazione: Romania e Regno Unito / Tecnologia e finanza)
Martedì 20 ottobre 2026 era iniziato come un giorno qualsiasi per milioni di utenti Revolut in Romania. Poco dopo le 09:00, però, l’app è diventata inutilizzabile. Il messaggio «Ci dispiace, qualcosa è andato storto. Riprova più tardi» è apparso sugli schermi di centinaia di migliaia di romeni che cercavano di accedere ai propri conti, effettuare un pagamento o controllare un bonifico. Non si trattava di un problema locale isolato, ma di un guasto a catena che avrebbe coinvolto servizi digitali in tutta Europa.
La causa non era un malfunzionamento di Revolut, bensì un problema più profondo. Secondo una fonte citata da Reuters, l’interruzione dei servizi della banca digitale britannica era direttamente collegata a un grave guasto di Google Cloud nella regione europe-west2 di Londra. Questo centro dati serve soprattutto i clienti del Regno Unito e dell’Irlanda, ma da esso dipendono anche numerose altre piattaforme europee. Fonti: HotNews, TVR Info, Mediafax, Radio Oltenia, Antena 3, Proto Thema.
Che cosa è successo davvero?
Il problema è iniziato lunedì sera alle 23:08, ora del Pacifico (martedì alle 09:08 in Romania), quando Google ha segnalato errori e interruzioni intermittenti della connettività di rete nella regione europe-west2. Secondo la pagina di stato di Google Cloud, sono stati interessati diversi servizi, tra cui Google Compute Engine, Google Cloud Storage, Google Kubernetes Engine e Cloud Run, infrastrutture su cui si basano centinaia di applicazioni e piattaforme online.
Revolut utilizza l’infrastruttura di Google Cloud nell’ambito di una partnership strategica. Il guasto ha compromesso circa 30 servizi della banca digitale: dai pagamenti con carta e dai bonifici ai prelievi agli sportelli automatici e all’assistenza clienti.
L’impatto sulla Romania
Per gli oltre cinque milioni di clienti Revolut in Romania — una soglia raggiunta alla fine di settembre 2026 — il guasto è arrivato quando l’app era ormai diventata uno strumento essenziale della vita quotidiana. Dalle 09:00 circa, centinaia di romeni hanno segnalato problemi su Downdetector. Alcuni riuscivano ad aprire l’app, ma non potevano effettuare alcuna operazione.
Non è stato soltanto un disagio digitale. In un’economia sempre più dipendente dai pagamenti istantanei e dalle app bancarie, un’interruzione di alcune ore può significare una carta rifiutata al supermercato, un bonifico urgente bloccato o l’impossibilità di prelevare contanti. Per chi non disponeva di un secondo conto bancario, l’impatto è stato immediato.
La risposta di Revolut: «I vostri soldi sono al sicuro»
L’azienda ha confermato rapidamente i problemi e diffuso un messaggio per rassicurare i clienti. «Stiamo attualmente riscontrando un’interruzione del servizio che interessa diversi servizi. Possiamo confermare che il denaro e i dati di tutti i nostri clienti sono al sicuro», ha dichiarato alla BBC un portavoce di Revolut, aggiungendo che il team lavorava alla soluzione sin dal momento in cui il problema era stato individuato.
Sui social network, tuttavia, il malcontento è stato forte. Molti utenti si sono lamentati di non riuscire a contattare l’assistenza clienti proprio quando avevano più bisogno di chiarimenti.
Non solo Revolut: un guasto sistemico
Sebbene Revolut sia stato il caso più evidente, il guasto di Google Cloud ha avuto conseguenze molto più ampie. In Germania, ING ha segnalato problemi di accesso all’online banking e all’app mobile, parlando di un problema tecnico senza confermare un legame con il guasto di Google. Nel Regno Unito, i clienti di Lloyds Bank e HSBC hanno riferito difficoltà. Sono stati colpiti anche servizi del NHS England, piattaforme di noleggio biciclette e persino le trasmissioni di procedimenti giudiziari. L’app finanziaria Emma ha confermato che la stessa interruzione ha compromesso i suoi servizi.
Questa reazione a catena non è casuale. Riflette una preoccupazione crescente tra le autorità di vigilanza europee: la dipendenza critica del settore finanziario da un numero ristretto di fornitori di cloud computing. Nel luglio 2026 il Regno Unito ha designato quattro aziende tecnologiche, tra cui Google Cloud EMEA Limited, come fornitori terzi critici per il proprio settore finanziario, sottoponendole a vigilanza diretta. Google Cloud figura anche tra le 19 aziende tecnologiche che i regolatori dell’UE avevano designato l’anno precedente come fornitori critici di servizi ICT.
La lezione di una giornata d’autunno
L’incidente di martedì non è il primo e probabilmente non sarà l’ultimo. Dimostra che, nonostante la ridondanza e le promesse di disponibilità del 99,99%, nessun sistema cloud è infallibile. Quando un centro dati in una sola città si ferma, gli effetti si fanno sentire nelle tasche delle persone in tutta Europa.
Per Revolut, il guasto è stato un danno d’immagine e una prova di trasparenza. L’azienda ha comunicato rapidamente e rassicurato i clienti sulla sicurezza dei loro fondi. Ma per gli utenti resta una domanda scomoda: quanto è saggio affidare tutte le proprie finanze a una sola app?
Conclusione
Un guasto in un centro dati londinese ha lasciato milioni di romeni senza accesso al proprio denaro, almeno per alcune ore. Il denaro non è scomparso, i dati non sono stati compromessi e i sistemi si sono ripresi gradualmente. Ma l’incidente ha rivelato una fragilità che preferiamo ignorare: nell’economia digitale, la libertà finanziaria dipende da cavi, server ed elettricità. E quando la corrente si interrompe, capiamo quanto sia importante avere un piano B.






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