
Un tribunale di Hasselt ha condannato l’azienda di trasporti Kumas Trans, con sede a Tessenderlo, in un procedimento per dumping sociale che coinvolgeva autisti di camion bulgari. Sono stati condannati quattro dirigenti e quattro società. Le sanzioni comprendono pene detentive con la condizionale fino a sei mesi, ammende e la confisca di circa un milione di euro e di tre camion.
(Redazione: Belgio / Giustizia e frode sociale)
Una sentenza sulle condizioni di lavoro
Il procedimento riguardava autisti bulgari che, secondo gli atti del caso, lavoravano con condizioni salariali e contrattuali non conformi ai requisiti belgi. Il tribunale ha stabilito che avrebbero dovuto avere contratti di lavoro belgi, anziché i contratti bulgari utilizzati in questo sistema. Secondo le informazioni pubblicate, ricevevano circa 3,50 euro all’ora.
Confische e sanzioni
Oltre alle pene con la condizionale e alle ammende, il tribunale ha disposto la confisca di circa un milione di euro e di tre camion. La sentenza riguarda Kumas Trans, un’azienda di trasporti che operava da Tessenderlo-Ham. Il caso mostra le possibili conseguenze giuridiche di accordi contrattuali utilizzati per aggirare le norme sul lavoro applicabili.
La richiesta di più controlli stradali
Il ministro federale per la lotta alle frodi, Rob Beenders, ha dichiarato di voler destinare almeno il 50% dei controlli stradali ai vettori stranieri. L’obiettivo dichiarato è rafforzare i controlli e scoraggiare lo sfruttamento nel settore dei trasporti.
Un caso transfrontaliero
Il dumping sociale nel trasporto internazionale su strada può verificarsi quando i lavoratori sono assunti secondo le condizioni di un Paese, ma svolgono la loro attività principalmente in un altro. In questo caso, il tribunale belga ha concluso che avrebbero dovuto applicarsi contratti di lavoro belgi. Il sindacato belga dei trasporti BTB ha accolto con favore la sentenza, definendola un avvertimento per le aziende che ricorrono a pratiche simili.
I prossimi sviluppi
La sentenza rappresenta un passo importante, ma l’impatto più ampio dipenderà dall’applicazione delle norme e dall’attuazione delle misure di controllo annunciate. Il caso sottolinea inoltre l’importanza della cooperazione tra gli ispettorati nazionali quando i sospetti di frode sul lavoro oltrepassano i confini.







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